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5 aprile 2006
il nostro anniversario 2 aprile:come girare Roma a piedi!!!
 piazza di spagna
 fontana di trevi
 pantheon
 lungo tevere

piazza San Pietro
 Villa borghese
 piazza del popolo
 piazza navona
 Altare della Patria
 Fori Imperiali
 Colosseo e dopo tutto questo a casa...! è stato stupendo , anche se i piedi erano molto doloranti eravamo pieni di soddisfazione per la nostra "piccola" gita ^____^!!!
| inviato da il 5/4/2006 alle 10:18 | |
1 febbraio 2006
Loisaida

Occhi stanchi.
è da stamane che non riesco a tenere gli occhi aperti senza stancarmi. La mente è annebbiata, la palpebra protesta, tristeza. Ho bevuto del thè, ascoltato un po' di Baustelle...ora ascolto Joe Jackson ma non è mai tanto...non riesco a stare in piedi, sono di cattivo umore ma non bestemmio ancora. Fra 13 giorni ho l'esame, ho i nervi a pezzi, non ho voglia di vedere nessuno perchè, in questo preciso momento, non mi interessa nessuno. Sono stanco ma non importa...ho trascorso una giornata senza far nulla, non sono riuscito a studiare e, soprattutto per questo, sono triste. Dio solo sa quanto mi interessa superare questo benedetto esame del 14 e, se non riuscissi a conseguire l'obiettivo, per un po' di tempo preferirei non vedere più nessuno. Per me è importante superare quest'esame che mi porto dal primo anno sulle spalle come un peso, non ce la faccio più, sarei immensamente soddisfatto di me stesso se tutto andasse bene. Ma quest'attesa, questa terribile attesa mi mette in angoscia, mi fa innervosire, mi dà e toglie adrenalina. Sono esausto ma non vorrei crollare proprio adesso! Sono determinato e voglio farcela! Stasera cercherò di vedermi un film (molto probabilmente "Querelle de Brest" di Fassbinder) e poi nel letto, per riposare...
Lui
| inviato da il 1/2/2006 alle 19:5 | |
17 gennaio 2006

Ci siamo conosciuti 11 febbraio del 2005 , nella biblioteca comunale ,
io ero attaccata a un termosifone caldo che mi teneva occupata a studiare tutta la mattinata ,
lui era venuto per consegnare dei libri.
Ero già in sala di lettura quando lui con pantaloni blu e maglione giallo è entrato e ha attirato la mia curiosità, al mio “Buongiorno” non ha risposto, ha girato la faccia con freddezza senza rispondere, ho pensato “forse non avrà sentito la mia voce “,
rincalzo “CIAO “ ma lui niente, chiama l’addetta alla biblioteca e le chiede La Repubblica , per un articolo di De Gregori.
Era più di un mese che andavo ogni mattina puntualmente in questa biblioteca e quasi padrona di casa avevo la possibilità di spostare i giornali e infatti gli dico:
” Ah sì, piace anche a me molto De Gregori , l’ho letto questo articolo!”
A queste parole lui il suo sguardo si illumina e come se prima non mi avesse visto per niente , incomincia a guardarmi e inizia l’interrogatorio:
“che libri leggi?”
“che musica ascolti?”
“conosci quest’autore?”
“hai letto questo…?2
“ti piace il teatro?.... vuoi venirci con me?”
“sai il venerdì vedo dei film con dei miei amici se vuoi puoi venire a casa mia..”
“l’arte sì l’arte !chi autori preferisci.?”
Erano solo trascorsi dieci minuti dal mancato saluto e mi aveva già invitato a casa sua e al teatro,
e io avevo provato un forte odio verso di lui, fortissimo, o meglio era un sentimento acceso che allora confusi per odio ( ma il nostro è stato anche un innamoramento graduale , maturato e che matura ancora). Questo incontro ce lo ripetiamo ogni giorno, ogni ora a quasi un anno di distanza è rimasto indelebile in noi e nella curiosità delle persone a cui l’abbiamo raccontato.
E’ stato un incontro stravagante, che per due come noi non poteva essere diversamente credo!
Comunque mi lasciò il suo numero di cellulare , poi mi inviò il suo account hotmail e successivamente io ogni giorno andavo in biblioteca e lui ogni giorno veniva a studiare ma in realtà trascorrevamo il tempo parlando. Dopo 11 giorni sono andata a casa sua , a vedere “Mare dentro” con i suoi amici ma ci siamo fidanzati tempo dopo, precisamente il 2 aprile , come?
Non lo so, ma credo nel modo migliore , senza alcuna parola , solo con una semplice intesa .
Lei
| inviato da il 17/1/2006 alle 22:50 | |
16 gennaio 2006

Capisco il significato della "gioia di vivere" solamente in certi giorni, vissuti di continuo, passionalmente, quando condivido con qualcuno qualcosa che, per me, è particolarmente speciale. E ieri la gioia di vivere è stata costantemente presente, io e Lei abbiamo vissuto in maniera intensa ogni momento della domenica, anche quelli più morti come l'attesa lunga in metropolitana. Sono contento, felicissimo quando trascorro i giorni così con Lei anche se sono dispiaciuto che si sia arrabbiata (o risentita) per un discorso che le ho fatto a fine serata...spero solo che abbia capito... Ma sono soddisfatto! Ora posso affrontare la settimana in maniera più viva, più gioiosa, più spensierata non facendomi troppo pesare i compiti che la vita mi ha assegnato (soprattutto universitari).
Lui
| inviato da il 16/1/2006 alle 8:58 | |
13 gennaio 2006

Lui e Lei di Francesco Guccini
Lui e lei s'incontrano nel giorno mentre la città d'attorno sembra nuova. Lui e lei riscoprono le cose che credevano perdute nella noia. Tutto il piacere di sentirsi chiedere la propria breve vita, la frase conosciuta, la storia già narrata. Lui e lei, a leggere i poeti che nessuno al mondo poi leggerà mai. Lui e lei, riempire di sospiri lunghe pause di pensieri mentre il suono del silenzio li accompagna. Lui e lei s'incontrano d'accordo nel consueto vecchio posto d'ogni giorno. Lui e lei ritrovano ogni cosa che già il tempo ha ricoperto con la noia. Ed ogni giorno ormai sentirsi raccontare la storia conosciuta, la frase risaputa, la propria morta vita. Lui e lei, a leggere un giornale, camminando lungo il viale verso casa. Lui e lei, riempire di pensieri, lunghe pause piene d'ira mentre il vuoto del silenzio li accompagna.
Lui
| inviato da il 13/1/2006 alle 15:40 | |
8 gennaio 2006

La amo tantissimo...oggi, quando sulla soglia della porta, mi ha abbracciato così forte, quando ha riversato in quell'abbraccio tutto l'amore che ha per me, ho capito quanto la amo! La desidero! Ma non vorrei che questo desiderio andasse via, da un momento all'altro! Certe volte ci sono momenti in cui vorrei stare lontano da lei per poterla desiderare di più ma sono anche quei momenti in cui mi pento di aver pensato ad una cosa così brutta da immaginarsi...
Non ho mai provato ad amare nessuno prima d'ora, è sempre stato qualcosa più forte di me...a volte vorrei stare da solo o solamente con i miei amici ma nei momenti, come oggi, capisco quanto davvero la amo e la desidero e che davvero, per me, è molto importante.
Purtroppo è difficile condurre un rapporto di coppia e io cerco sempre di essere al meglio ma ci sono stati (e ci saranno) dei momenti in cui ho dovuto lottare con l'apatia, quei momenti in cui non hai voglia di parlare e di sentire nessuno, quei momenti in cui desideri di stare da solo a scrivere o leggere o, addirittura, studiare.
Sono cambiato totalmente da quando ho conosciuto Lei. Sono molto più felice, sembro anche più maturo e ho imparato ad amare qualcuno, oltre che me stesso.
Spero che quest'anno mi porti fortuna...
"E tutto mi sembrava andasse bene..."
Lui
| inviato da il 8/1/2006 alle 0:17 | |
7 gennaio 2006

E le feste sono finite! ora guardando indietro si può ben dire che sono state davvero molto belle, la ricapitolazione mentale non mi porta nessuna sensazione brutta ma solo a dei piacevoli ricordi...
... a quando presa da una folle curiosità gli ho chiesto di scambiarci i regali il 23 e all’immagine nello specchio di entrambi quando ho indossato gli orecchini che mi aveva regalato;
alla corsa fatta alla vigilia di Natale sul prato del bosco di Capodimonte in cui ha vinto solo perché avevo i tacchi;
a Natale quando sono arrivata a casa sua che aveva la febbre alta e sono scivolata nel suo letto accanto a lui , a quel calore , alla tenerezza, quando mi sono presa cura di Lui cercando di distrarlo dai dolori che avvertiva in pancia con un tè caldo e una partita a Monopoli ,anche se questo non l’ha fermato a derubarmi del viale dei giardini!!! O del giorno dopo quando per ripicca si è comperato tutte le stazioni a Monopoli e non me ne voleva cedere nemmeno una !!!
Ricordo la sua tristezza di fine anno ma anche il mio letto sfasciato dove ha vinto la gara del solletico;
ricordo Capodanno ,la sala cinematografica , il vento che tirava fuori e la sua frase “Se quando usciamo non troviamo la macchina ribaltata non abbiamo nulla da preoccuparci” e il film che per nostro stupore è stato molto piacevole;
ricordo il suo sorriso quando ha aperto il mio regalo inaspettato alla vigilia dell’epifania e l’abbraccio forte e intenso che mi ha dato.
Non mi aspettavo così tanto da entrambi invece anche contro l’avversità della febbre, dell’influenza e delle conseguenze connesse abbiamo trascorso delle bellissime feste!
Spero solo che questo lo abbia portato ad avere meno avversità per le feste e per il Natale, spero di essere riuscita nel mio intento.
Lei
| inviato da il 7/1/2006 alle 14:28 | |
3 gennaio 2006

1 gennaio 2006...è arrivato all'improvviso quest'anno, ed è iniziato bene...il primo libro che ho letto del 2006 è stato "Per Grazia Ricevuta" di Valeria Parrella (persona che apprezzo molto da quando l'ho conosciuta), il primo film che ho visto è stato "Ti amo in tutte le lingue del mondo" di Leonardo Pieraccioni, visto con Lei mentre fuori imperversava il vento e la pioggia mentre, sempre nella giornata del primo gennaio, il primo concerto del 2006 che ho visto è stato quello di Nicola Arigliano, visto alle ore 22.30 del giorno 1. Insomma, da come avete potuto capire, è stata una giornata molto movimentata ma soprattutto rilassante e piacevole, nonostante l'elemento atmosferico che turbava, ogni tanto, la quiete. Sempre nella giornata del primo, ho compiuto la prima azione disonesta del 2006 assieme al mio fidato amico Luigi. Per la prima volta, ho iniziato l'anno 2006 non da single incallito ma da fidanzato ; per la prima volta non mi sono ubriacato (come regolarmente faccio ogni santissimo anno) e, infine, ho avuto il primo spavento del 2006, ieri sera, durante il concerto di Nicola Arigliano, pensando di aver perso le chiavi dell'automobile. Ora che vi scrivo è gia il 3 gennaio del 2006...già sono trascorsi due giorni di quest'anno e ho ripreso la mia vita normale, sedentaria, da studente universitario. Fuori piove come Dio comanda, il freddo s'insedia in ogni angolo della casa, la strada non promette nulla di buono...il letto mi aspetta, ordinato, riposato e dice : "Vieeniii, vieeeeeniiii, è taaardi, ripooosa il tuo cuoooreee!". Come ogni notte, prima di andare a dormire, accendo la radio e mi sintonizzo su Radiouno. E, come ogni notte, prima di addormentarmi, penso a come sarà il mio futuro!
Lui
| inviato da il 3/1/2006 alle 0:58 | |
31 dicembre 2005

Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte con un bisogno d'attenzione e d'amore troppo, "Se mi vuoi bene piangi" per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive con un semplicissimo , "Mi ricordo" per osservarvi affittare un chilo d'erba ai contadini in pensione e alle loro donne e regalare a piene mani oceani ed altre ed altre onde ai marinai in servizio fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli senza rimpiangere la mia credulità; perché già dalla prima trincea ero più curioso di voi ero molto più curioso di voi.
E poi sospeso tra i vostri "Come sta" meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci tipo "Come ti senti amico, amico fragile, se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te" "Lo sa che io ho perduto due figli" "Signora lei è una donna piuttosto distratta"
E ancora ucciso dalla vostra cortesia nell'ora in cui un mio sogno ballerina di seconda fila, agitava per chissà quale avvenire il suo presente di seni enormi e il suo cesareo fresco, pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci, mi sentivo meno stanco di voi ero molto meno stanco di voi
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a vederle spalancarsi la bocca Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male e ad alta voce di me Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse perderemo Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane il mio è un po' di tempo che si chiama Libero Potevo assumere un cannibale al giorno per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente, di essere più ubriaco di voi di essere molto più ubriaco di voi. F.De Andrè
Post voluto da Lei
| inviato da il 31/12/2005 alle 14:51 | |
31 dicembre 2005

Aceto.
Niente di estremo, solamente aceto. E un puro, sanguinario malessere che sostiene le mie radici.
Si spezzano i rami, subentra l'inverno, si smuove il colosso.
Mi appresto all'ascolto dei suoni di fine anno
a night like this...
Say goodbye on a night like this
If it's the last thing we ever do
You never looked as lost as this
Sometimes it doesn't even look like you
It goes dark
It goes darker still
Please stay
But I watch you like I'm made of stone
As you walk away...
I'm coming to find you if it takes me all night
A witch hunt for another girl
For always and ever is always for you
Your trust
The most gorgeously stupid thing I ever cut in the world
Say hello on a day like today
Say it everytime you move
The way that you look at me now
Makes me wish I was you
It goes deep
It goes deeper still
This touch
And the smile and the shake of your head...
I'm coming to find you if it takes me all night
Can't stand here like this anymore
For always and ever is always for you
I want it to be perfect
Like before...
I want to change it all
I want to change
Post voluto da Lui
| inviato da il 31/12/2005 alle 0:14 | |
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